Il bacio

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In rete si accendono piccole discussioni e, d'improvviso, mi trovo a prendere posizioni che fino a qualche tempo fa non avrei immaginato, così il pensiero si dipana e cerco di capire il perché di questo cambiamento ed il suo significato. Si parla di arte, si cita una canzone famosa di un tipo altrettanto famoso perché qualche mese dopo quel grande successo ha ucciso la propria compagna a calci e pugni. E scopro in me un rifiuto, che quella canzone era bella ma io non ho più voglia di ascoltarla, non mi interessa quanto sia triste e struggente, io non mi ci associo. Mi si ribatte che l'arte è arte indipendentemente dall'artista, una cosa con cui fino a qualche tempo fa mi sarei trovato d'accordo, e invece no, non è così, l'arte di un sadico che massacra di botte la compagna non è come l'arte di chi non lo farebbe mai ed ogni giorno affronta la vita con un sorriso aperto, scopro all'improvviso che non riesco più a separare i due ambiti e penso al racconto che mi fece anni fa una amica brasiliana. In Brasile, mi diceva, se qualcuno ti infila la lingua in bocca è da intendersi come un saluto, è sconveniente tirarsi indietro e, comunque, un bacio è sempre piacevole. Allora mi sembrò strano ma interessante, probabilmente perso in qualche fantasia su Giselle Bundchen, oggi mi chiedo invece se la premessa sia vera: un bacio, a parità di alito e tecnica, è sempre piacevole indipendentemente che a dartelo sia una donna bella e intelligente o una nazista che brucerebbe gli immigrati? E se la risposta è sì, allora il passo successivo è andare oltre il genere e dire che un bacio è un bacio che a dartelo sia la Mezzogiorno o Fabrizio Frizzi, che tanto è tutto uguale, le labbra son labbra e chissenefrega del resto. Orrore. Io non penso affatto che sia così, credo che questa specie di sineddoche per cui si prende la parte per il tutto sia indifferenza e dissociazione, non riesco a separare le labbra che baciano dalla persona che c'è appena dietro, come non riesco più a separare la canzone dalla storia del cantante omicida o le architetture di Albert Speer dal contesto in cui sono nate e dall'ideologia che esprimevano. Anche Hitler faceva acquerelli, non so come siano, non mi interessa vederli. L'arte a volte è un bacio avvelenato.