Tra le nuvole

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George Clooney gira gli states per tagliare teste, ogni giorno un volo, una nuova azienda in cui fare il suo lavoro, un albergo, un minibar, un risveglio in una città diversa. Solo ma non disperato, apparentemente. Confuso, sembra. Perso. Come avvolto in una nebbia in cui niente fa male, perché niente sembra toccarlo davvero. Ma a un certo punto allunga una mano, cerca un contatto, in fondo spera già che dall'altra parte di quella nebbia ci sia qualcuno da toccare. A lui va male, e resta tra le nuvole. Ambientazione e situazioni ricordano un'altro bel film, Lost in Translations. Identica ambientazione alberghiera, identico straniamento, identica ricerca di una via di uscita da quella nebbia venefica, ed identico fallimento. Difficile non riconoscersi in certe situazioni per me che fin da bambino ho chiamato casa gli hotel, e che oggi continuo a trovarmici benissimo, con la differenza che invece di volare viaggio in autostrada. Rischiando di più, tra l'altro. Bel film rovinato da un finale che non risolve. George resta tra le nuvole, altri tornano a terra.